sabato, gennaio 21, 2012

Respiro Fuggente



Al solito appuntamento con il mare e la passeggiata mattutina, dopo aver avuto in “incontro” con un Angelo che mi ha fatto uscire una lacrimuccia (per noi uomini è difficile dirlo) ma pur sempre bello perché scuote il nostro corpo emotivo. Mi sono messo ad ascoltare il mio respiro, una cosa che la maggior parte del tempo nella giornata non facciamo, quello per me è il respiro fuggente, un compito meccanico che porta a far funzionare la nostra macchina biologica, utilissimo e necessario. ereditato dai nostri antenati che lo hanno fissato come compito nelle nostre memorie cellulari. Però se noi lo facessimo anche come esercizio del conscio, cioè volontariamente quando faccio un esercizio fisico o una meditazione o una semplice abitudine nella routine del nostro giorno, impareremo ad apprezzarlo e a sentirci anche semplicemente più sereni, più rilassati, e questo ci farebbe “vedere” le cose della vita con più distacco, nel non farci trascinare come parte in causa dell’evento che ci colpisce, anche se nella vita duale realmente ci colpisce; respirare da un senso al nostro eperienziare quel momento come un fatto con la sua necessità di farci imparare qualcosa.
Come in tutte le cose ci vuole allenamento, non diamo per scontato che stiamo respirando, non è solo ossigeno, c’è anche il Prana(energia). Si può pranzare anche per necessità da soli, ma farlo con piacere e in compagnia è meglio.. lo abbiamo nelle nostre “giovani”memorie cellulari.

Alessandro Valerio
Tel. +39 3391078515
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